La storia di Ottis Toole, condannato per sei omicidi, legato a Henry Lee Lucas e indicato nel 2008 dalla polizia come responsabile della morte di Adam Walsh.
Ottis Elwood Toole, nato a Jacksonville, in Florida, il 5 marzo 1947, trascorse buona parte della vita tra piccoli reati, vagabondaggio e carcere. Il suo nome divenne noto negli anni Ottanta anche per il rapporto con Henry Lee Lucas, altro assassino che arrivò a confessare centinaia di delitti, molti dei quali furono successivamente smentiti.
Anche Toole rese numerose confessioni, modificandole o ritrattandole in diverse occasioni. Per questo è essenziale distinguere i delitti attribuitigli attraverso dichiarazioni non verificate da quelli arrivati a una condanna.
Il dato giudiziario più solido è che Toole fu condannato per sei omicidi in Florida. Uno dei casi meglio documentati riguarda George Sonnenberg, morto dopo l’incendio doloso di una pensione di Jacksonville nel gennaio 1982.

Ottis Toole: le condanne e le confessioni
Nel 1984 Toole venne condannato a morte per l’omicidio di Sonnenberg. Nello stesso anno ricevette una seconda condanna capitale per l’uccisione della diciannovenne Ada Johnson. Le pene di morte furono successivamente sostituite con detenzioni a vita.
Nel 1991 si dichiarò inoltre colpevole di altri quattro omicidi avvenuti in Florida, ricevendo quattro ulteriori ergastoli. Le vittime associate a quelle dichiarazioni di colpevolezza furono John McDaniel, Jerilyn Peoples, Brenda Burton e Ruby McCary.
Ben diverso è il valore delle molte altre confessioni rese da Toole. Insieme a Lucas si attribuì una quantità enorme di delitti in numerosi Stati, ma le ricostruzioni successive dimostrarono che molte confessioni di Lucas erano false e misero in dubbio anche una parte delle dichiarazioni con cui Toole le aveva corroborate.
Adam Walsh e una responsabilità mai giudicata in tribunale
Il caso più famoso legato a Toole è quello di Adam Walsh, il bambino di sei anni scomparso il 27 luglio 1981 da un centro commerciale di Hollywood, in Florida. La testa del bambino venne ritrovata circa due settimane dopo; il resto del corpo non fu recuperato.
Nel 1983 Toole confessò l’omicidio, per poi ritrattare. Gli investigatori avevano trovato tracce di sangue sulla moquette della sua Cadillac, ma le tecniche dell’epoca non permisero di stabilire che appartenessero ad Adam. Quando anni dopo sarebbe stato possibile effettuare analisi più avanzate, automobile e moquette non risultavano più disponibili.
Toole non fu mai incriminato né processato per l’omicidio di Adam Walsh. Il 16 dicembre 2008, dodici anni dopo la sua morte, la polizia di Hollywood annunciò tuttavia di considerarlo il responsabile e chiuse ufficialmente il caso. Il capo della polizia precisò che non era emersa una nuova prova scientifica decisiva, ma che la revisione complessiva dell’indagine aveva portato a quella conclusione.
Toole era morto il 15 settembre 1996, a 49 anni, in un ospedale penitenziario della Florida per cirrosi epatica.